
RISCHIO RADON
AMBIENTI DI LAVORO E DI VITA
Il radon è un gas radioattivo, inodore ed incolore, prodotto dal decadimento del radio.
È presente in diverse quantità nell’aria interna di tutti gli edifici e proviene principalmente dal suolo e, in misura minore, dai materiali di costruzione dell’edificio. L’esposizione continua al radon aumenta il rischio di contrarre un tumore polmonare.
LE INDAGINI
Misurare la concentrazione di radon è il modo più affidabile per sapere quanto radon c’è nel proprio luogo di lavoro o nella propria abitazione.
Rivelatori più appropriati per tali misure, tenuto conto della loro piccola dimensione, oltre che della loro affidabilità, sono i rivelatori a tracce.
Stime della concentrazione di radon consultando “mappe radon” (basate su valori medi misurati in altri edifici della stessa zona o su misure di radon nel suolo) non sono affidabili.
Data la variabilità temporale della concentrazione di radon, una valutazione adeguata della concentrazione media deve basarsi su misure di durata complessiva di un anno (come richiesto anche dalla normativa italiana).
I dispositivi più diffusi con cui si misura la concentrazione media di radon per lunghi periodi sono costituiti da rivelatori a tracce che sono sensibili alle radiazioni alfa emesse dal radon e dai suoi prodotti di decadimento. Tali radiazioni lasciano nei rivelatori delle tracce che sono rese visibili a microscopio tramite un trattamento di sviluppo chimico effettuato in laboratorio. Dal conteggio delle tracce si risale alla concentrazione media di radon nel periodo di esposizione del rivelatore.
Nell’ambito di azioni volte ad una verifica veloce della concentrazione di radon si effettuano spesso misure di breve durata (fino a qualche settimana), anche con strumenti diversi dai rivelatori a tracce. La conferma finale dei dati raccolti da questi “short test” va comunque effettuata mediante misure di concentrazione annuale.

LE NOSTRE SOLUZIONI
I dispositivi con cui si misura la concentrazione media di radon per lunghi periodi sono costituiti da rivelatori a tracce che sono sensibili alle radiazioni alfa emesse dal radon e dai suoi prodotti di decadimento. Tali radiazioni lasciano nei rivelatori delle tracce che sono rese visibili a microscopio tramite un trattamento di sviluppo chimico effettuato in laboratorio.
Nell’ambito di azioni volte ad una verifica veloce della concentrazione di radon si effettuano spesso misure di breve durata (fino a qualche settimana), anche con strumenti diversi dai rivelatori a tracce. La conferma finale dei dati raccolti da questi “short test” va comunque effettuata mediante misure di concentrazione annuale.